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Le bibite gassate

A chi non piace la Coca Cola e la Fanta? Oltre a quella piacevole sensazione frizzante, queste bibite hanno un ottimo sapore e accompagnano i nostri pasti soprattutto in occasione di qualche festa. Ma non fanno male? Certo che si! Il consumo di queste bevande, che contengono una quantità eccessiva di zuccheri, introduce nel nostro corpo molte calorie difficili da smaltire, gonfiando l'addome e regalando grasso al giro vita, aumentando inoltre la pressione arteriosa, il colesterolo, e la comparsa di diabete di tipo 2, quando si esagera.

Secondo la rivista di settore General Dentistry, bere bibite zuccherate rovina la superficie dei denti: analizzando alcune persone sottoposte ai test, si è riscontrato che nei consumatori abituali sotto i trent'anni la dentatura è usurata quanto quella di una persona che assume cocaina. Questo è dovuto dall'aggressione degli acidi che ingeriamo da queste bevande, che anche se viene "neutralizzato" dalla saliva, come prima difesa naturale, contribuisce a demineralizzare lo smalto dentale. Anche le bibite per il reintegro dei sali perduti attraverso la sudorazione durante l'attività sportiva contengono una certa quantità di acidi che causano erosione dentale.

Coca Cola e Pepsi hanno iniziato da qualche mese a produrre bibite con il 20% di calorie in meno ma ciò non toglie, secondo una ricerca dell'Università della California, che chi consuma una lattina al giorno può anche rischiare di incorrere in un aumento dei calcoli renali. Bere moderatamente bibite gassate aiuta a limitare tutti questi rischi e a mantenere la bellezza del proprio sorriso.

I denti e il fumo

Il fumo fa male, lo dicono tutti e per diversi motivi. Ma c'è una qualche correlazione con la salute dentale, oltre all'ingiallimento dei denti? Secondo i ricercatori, in chi fuma ci sono maggiori possibilità di contrarre la parodontite o la piorrea, aumentando la profondità delle tasche parodontali e la conseguente perdita di denti. Abbiamo parlato della colorazione dei denti, ma anche l'alito cattivo e la possibile usura dell'osso in cui adagiare un impianto dentale sono conseguenze dell'abitudine a fumare.

Se i denti ingialliscono e si macchiano viene favorito il deposito di batteri poiché che la superficie dei denti attira più facilmente i residui di cibo che come sappiamo aiutano i batteri ad essere maggiormente aggressivi. Non solo, la nicotina rilascia dei condensati del catrame che possono portare a problemi di natura gengivale.

Una delle problematiche principali da non trascurare a causa del fumo è la perimplantite, ovvero quel processo di infiammazione della mucosa che porta a formare tasche parodontali in prossimità degli impianti dentali. Il paziente lavoro che ha eseguito il vostro dentista viene purtroppo messo a repentaglio perché i processi infiammatori sulla gengiva portano anche al riassorbimento dell'osso, quindi l'impianto in titanio, inserito in buone condizioni di salute dove non era presente alcun sintomo, non è più stabile e funzionale. Ovviamente in condizioni dl genere è ancora possibile chiedere al dentista di operare per sostituire i denti perduti con un impianto adeguato: prima di sottoporsi al trattamento l'odontoiatra dovrà ridurre e medicare le problematiche sanitarie.

Lo spazzolino ad autolavaggio

Progettato dal giovane odontoiatra Aldo Daniele Dominici, Glaresmile è uno spazzolino elettrico indipendente pensato per quanti hanno bisogno di un aiuto a lavarsi denti, dai disabili agli anziani. In seguito ad una discussione con alcuni genitori, Dominici si è ispirato all'autolavaggio delle automobili, e dopo diverse analisi di calchi dentali all'università, con la collaborazione di alcuni colleghi ha ideato uno strumento con tre spazzole rotanti che, attraverso un meccanismo preimpostato, possono pulire le superfici dei denti in 10 secondi e "senza bisogno che l'utilizzatore conosca la tecnica corretta e abbia la manualità per farlo".

In particolare lo spazzolino viene incontro a quelle persone con importanti deficit di forza ad una parte del corpo o con totale assenza di movimentì al braccio, che in questo modo possono prendersi cura della propria igiene orale con minor sforzo e difficoltà. Il prodotto potrebbe già essere commercializzato entro la fine dell'anno.

Le star e l'apparecchio

In questi giorni di febbraio due sono gli avvenimenti principali che ricorrono ogni anno e che sono molto seguiti dagli italiani: il carnevale e... Sanremo. E tra i "big" che partecipano al Festival della Canzone Italiana c'è anche la cantante Malika Ayane, che non si è affatto vergognata di esibirsi con l'apparecchio per la correzione dei denti.

Il conduttore Carlo Conti ha espresso l'ammirazione per il "coraggio" di Malika perché in questo modo diventa "un esempio positivo per le tante adolescenti". Come afferma Valentina Carlile, giovane osteopata milanese, "i problemi ai denti possono causare variazioni nell'emissione della voce. L'arcata dentale è una struttura articolatoria fondamentale, e correggerne i difetti può aiutare a evitare sovraccarichi e dolori a livello della nuca. Spesso dipendono proprio da uno scorretto allineamento dei denti o da un particolare assetto del complesso maxillo-facciale".

Se anche le cantanti non si imbarazzano davanti alle telecamere, i giovani possono adattarsi a un piccolo sacrificio per il futuro del loro sorriso.

La carie si trasmette?

Su Focus.it abbiamo letto un articolo che risponde ad una domanda fatta da un lettore. Secondo il noto magazine, la carie è provocata da batteri come lo Streptococcus mutans e possono proliferare da una persona all'altra, in particolar modo tra un adulto e un bambino nell'atto di usare lo stesso cucchiaio condividendo il cibo, per esempio. La rivista afferma anche che il "contagio può avvenire anche fra partner, attraverso i baci. Allo stesso modo possono trasmettersi le malattie gengivali causate da batteri".

L'articolo tuttavia ricorda che i batteri devono trovare terreno fertile per agire in maniera dannosa, penetrando più facilmente se lo smalto è danneggiato e se l'acidità nella bocca è alta a causa del consumo elevato di cibi ricchi di zuccheri.

Bite e Bruxismo

Abbiamo scritto in diversi articoli che i denti, con l'avanzare dell'età, tendono ad usurarsi e ad indebolirsi. Per il 25% di italiani che soffre di bruxismo, questo disturbo aggrava ancora di più il rischio di degradare i denti durante lo sfregamento incontrollato. Chi soffre di questo problema è costretto a passare purtroppo le notti a digrignare mentre dorme, e non può accorgersi da solo del disturbo se non dopo essersi svegliato con fastidi fra tempia e mandibola, mal di testa o difficoltà ad aprire bene la bocca, o segnalazione del partner con cui condivide il letto.

La causa principale del bruxismo è legata allo stress, quando l'organismo trova una strada per scaricare la tensione nervosa accumulata per situazioni ansiose o preoccupazioni che colpiscono la vita di questi soggetti. In un'intervista al Corriere della Sera, il Dottor Antonino Salvato dell' Istituto Stomatologico Italiano di Milano dichiara che «sappiamo però che esistono "soggetti a rischio": chi ha un viso di forma rettangolare, per esempio, o le persone con una muscolatura ipertonica (che ha cioè una maggior tendenza a contrarsi). O, ancora, chi è stressato».

E' particolarmente importante intervenire subito su bambini e ragazzi perché il bruxismo può in qualche modo comprometterne il naturale sviluppo della dentatura. Quando poi si crea una continua tensione sulle gengive e sull'arcata dentaria, si possono anche subire patologie come la parodontite, determinando anche la caduta dei denti.

Se da un lato l'intervento di uno psicoterapeuta può aiutare a risolvere il problema, indagando sulle cause che portano al bruxismo dal punto di vista psicosomatico, dall'altra i dentisti propongono ai pazienti l'utilizzo di un bite durante il riposo notturno, un paradenti in resina costruito su misura in base alle arcate dentarie del paziente, in grado di limitare il drighignamento dei denti e quindi l'usura della dentatura.

News dall'implantologia

Oggi le protesi si avvicinano sempre più all'adattamento perfetto alla gengiva, ma ancora non sono perfetti per essere considerate totalmente integrate alla bocca. Qualche settimana fa abbiamo ricordato la scomparsa di Per-Ingvar Branemark, il padre dell'implantologia. Dalla sua scoperta sono passati decenni e lo studio dell'implantologia dentale continua a fare passi da gigante.

Oggi è in via sperimentale, presso un centro di ricerca di Vienna, lo studio di una nuova tipologia di impianto dentale che potrebbe avere la forma esatta della radice del dente perso. Sarà possibile realizzare un impianto dentale partendo dalla volumetria tridimensionale dell'area del dente estratto e, attraverso le analisi dei dati, sarà possibile ricostruire un dente artificiale biocompatibile completo di radice, per poi inserirlo in pochi secondi nello spazio attinente. In questo modo il nuovo dente rimpiazzerebbe in tutto e per tutto quello appena estratto.

Sono ancora da considerare alcuni aspetti, ma senz'altro questo è un altro passo verso il futuro dell'implantologia dentale.


Denti da latte e biberon

Sappiamo tutti che nei bambini i primi dentini sono poi destinati, inevitabilmente, a cadere per lasciare il posto ai denti permanenti. Proprio per questo principio ch tende a trascurare i denti da latte perché successivamente sostituibili trova poi delle amare sorprese. Quali potrebbero essere i danni ad un dente da latte che potrebbero portare a problematche nel corso del tempo?

Innanzitutto è buona norma insegnare ai bambini fin da quando hanno i denti da latte a usare lo spazzolino e il dentifricio per abituarsi ad una corretta igiene orale. Tra le possibili patologie troviamo la "sindrome da biberon", dovuta al suo eccessivo uso, soprattutto se zuccherati, lasciato in bocca al bambino per periodi non necessari, magari come unico rimedio per calmarlo, o addirittura per farlo dormire tutta la notte. In questo caso durante il riposo la salivazione diminuisce, e così facendo non contrasta la produzione degli acidi che attaccano i denti formando la carie.

L'assunzione di biberon zuccherati altera il PH della placca batterica e aumenta la demineralizzazione dei denti, causando così una lesione del tessuto dentiario ad incisivi superiori, canini e molari. Sono microcarie "rampanti" che non si notano facilmente e che provocano fastidi ai bambini che non possono che piangere senza poter dire dove avvertono il dolore.

Quando la superficie dentaria comincia a indebolirsi per l'opera di demineralizzazione, si possono generare problematiche che vanno dalla macchiatura del dente all'estrazione. Questo poi comporta delle conseguenze su masticazione e pronuncia delle parole che si può trascinare fino alla vecchiaia.


Gengive sanguinanti

Capita che, lavandosi i denti, alcune volte fuoriesce del sangue dalla bocca. Questo può essere causato la maggior parte delle volte da una microlesione alle gengive durante lo sfregamento delle setole dello spazzolino in fase di igiene dentale, e fin qui non desta particolare preoccupazione se si prova ad utilizzare meno forza e si cambia lo spazzolino con uno provvisto di setole più morbide.

Ma l'infiammazione delle gengive deriva dal deposito di batteri che attaccano i denti e quando il tartaro si calcifica. A lungo andare quando questi non vengono rimossi, ecco che compaiono formazioni di tasche che lasciano via libera a parodontite e piorrea, l'osso viene corroso, aumentano i rischi cardiovascolari e i denti possono anche cadere.

In alcune donne incinte è possibile anche che sia un effetto della gravidanza o per scompensi ormonali, ma alcune malattie come il diabete mellito, leucemia e scorbuto possono anche causare il sanguinamento delle gengive. Trascurare una gengiva che sanguina può essere pertanto dannoso se è da troppo tempo che non si va dal dentista a farsi dare una controllata.

Quando il dottore riesce a scoprire l'origine di questi sanguinamenti persistenti, è in grado di consigliare il trattamento più consono. Se da una parte è possibile cavarsela con semplici colluttori per risciaquare le vie orali, dall'altra quando l'emorragia è piuttosto acuta può essere sintomo di patologie più gravi. Il consiglio principale, oltre ad un'accurata igiene orale, è quella di controllare l'alimentazione di cibi troppo dolci e bevande zuccherate, eliminare il fumo e limitare i farmaci antinfiammatori quando non necessari.


Le difficoltà masticatorie

La gnatologia studia e cura attraverso l'aspetto anatomico le anomalie funzionali a carico dell'apparato masticatorio in maniera che il meccanismo di chiusura e apertura della bocca non crei problematiche e disturbi al sistema masticatorio. Alcune forme di malocclusione, derivate dalla perdita di denti che non siano stati sostituiti a tempo debito, causano per esempio una dislocazione della mandibola, impedendo una stabile articolazione temporo-mandibolare stressando maggiormente l'attività muscolare.

Le conseguenze si riflettono pertanto sulle arcate dentali, sull'aumento della muscolatura mandibolare e sul blocco delle sue articolazioni. Il ripristino della funzione masticatoria dipende da quanto il sistema funziona scorrettamente, la qualità degli adattamenti e l'entità dei danni conseguenti alla disfunzione. Se non si interviene in tempo, in alcuni casi si deve ricorrere negli adulti con mascella ormai formata ad un intervento di chirurgia. E' quindi consigliabile una visita dal dentista ai pazienti di una certa età che hanno trascurato la cura dei denti per un lungo periodo: verificare lo stato del gruppo masticatorio è un atto dovuto se non si vogliono avere problemi legati alla masticazione, all'alterazione posturale, alle cefalee muscolo-tensive e persino alla verbalità con il prossimo con problemi di linguaggio.


Lo spazzolino sostenibile

Perché si consiglia di cambiare lo spazzolino ogni 3 mesi? Gli studi sulla sua usura hanno dimostrato che il ciclo di vita di uno spazzolino da denti è di un trimestre dato che le setole si deteriorano nel tempo e si perde l'efficacia della rimozione della placca dentale, soprattutto nelle zone più profonde della bocca, aumentando il rischio di carie e di malattie paradontali. Se poi si esce dall'influenza o da un mal di gola, i germi continuano a permanere nello spazzolino, favoriti anche dall'umidità quando lo spazzolino non viene asciugato.

L'americana Goodwell & Company ha inventato uno spazzolino progettato per durare tutta la vita, rispettando l'ambiente con setole in fibra di carbonio sostituibili. L'azienda ha ideato un manico in alluminio medico anodizzato, più duraturo della plastica, che consente di tracciare alcuni dati tramite un software interno, monitorandone l'utilizzo attraverso una App.

Anche la scatoletta che lo protegge, una volta terminata l'igiene orale, ha proprietà antimicrobiche. Oltre allo spazzolino, l'azienda ha studiato un filo interdentale e una spazzola-lingua costruiti in bambù, che come gli altri pezzi di ricambio dello spazzolino sono biodegradabili al 100% e che possono essere acquistati sottoscrivendo un abbonamento per riceverli a casa ogni mese ad un costo di circa 70 dollari. Il pezzo dello spazzolino invece parte da 40 dollari.


La poltrona odontoiatrica

Fino al 1800 estrarre un dente era molto doloroso, la maggior parte gli interventi avvenivano in trasandati studi dentistici in condizioni igieniche imbarazzanti, con strumenti non sterilizzati e in situazioni nettamente disagevoli. In mancanza di assistenti, il dentista bloccava il paziente a terra con le proprie ginocchia ed estraeva il dente malato in maniera energica. Oggi qualsiasi paziente si accomoda in poltrona in un ambiente rilassato, pulito, confortevole, in un clima decisamente più disteso.

Quella che chiamiamo comunemente "poltrona" ha un nome ben specifico: "riunito". Si tratta di un insieme di strumentazioni indispensabili per la professione del dentista, composti da una poltrona, una lampada scialitica, una tavola portastrumenti, accessori per il risciacquo e altre attrezzature.

E' alla fine del 1700 che nascono le prime poltrone polifunzionali, diventando nei due secoli successivi delle ordinarie postazioni da lavoro del dentista. La prima poltrona documentata risale al 1790 quando un dentista di Boston, Josiah Flagg, aggiunse un poggiatesta ed un bracciolo regolabile per gli strumenti ad una elegante sedia Windsor in legno. Nel 1871 viene brevettata la poltrona per dentisti, con la possibilità di permettere l'inclinazione laterale del poggiatesta per lavorare in tutte le zone della bocca, entrando in produzione per la Johnson Brothers l'anno dopo per la commercializzazione.

L'evoluzione della poltrona del dentista è stata rapida e decisiva negli ultimi 50 anni. Le poltrone moderne sono oggi realizzate per offrire il massimo comfort per il paziente e dispongono di dotazioni personalizzate per ogni dentista attraverso macchinari complessi e raffinati la cui configurazione tecnica è piuttosto articolata, integrando una vasta gamma di funzioni. Con il "riunito" tutto è a portata di mano, si limitano gli spostamenti, tutto è già pre-disposto in uno spazio prossimo e avvolgente che mette a proprio agio il paziente libero da intralci e rumori molesti.


Addio al padre dell'osteintegrato

Per-Ingvar Branemark è deceduto a 85 anni per un attacco cardiaco il 20 Dicembre scorso.

Il famoso ricercatore svedese è stato il padre dell'implantologia osteointegrata, ovvero il procedimento in cui l'osso si unisce naturalmente con l'impianto artificiale. La sua straordinaria scoperta è nata nel 1952 mentre conduceva esperimenti sui conigli per studiare attraverso delle microcamere il microcircolo, l'insieme dei vasi ematici in cui avvengono gli scambi trofico-metabolici tra sangue e tessuti, e come il sangue potesse avere un effetto curativo anche sulle ossa. Quando tentò di togliere le microcamere in titanio, inserite nelle tibie dei conigli, scoprì che queste si erano attaccate all'osso, notando quanto questo metallo fosse biocompatibile.

Il primo intervento su un paziente con una malformazione alla mandibola, Gösta Larsson, permise nel 1965 di inserire quattro impianti e una protesi fissa per ripristinare la normale funzionalità masticatoria, consentendo al paziente di tornare anche a parlare senza difficoltà di esprimersi. Questa scoperta è stata utile in diversi campi della chirurgia, permettendo a tante persone di essere sottoposti non solo ad interventi di natura dentale, ma anche per la deambulazione degli arti e dell'anca.

Negli ultimi tempi Branemark lavorava a Goteborg e all'ospedale di Baurau in Brasile, e aveva fondato un'associazione no-profit. Grazie agli studi di questo ricercatore oggi milioni di persone utilizzano impianti osteointegrati per ripristinare i denti caduti. Al Pronto Soccorso Dentistico di Borgaro e Alpignano abbiamo riscontrato come in questi anni sempre più pazienti chiedono interventi di questo tipo grazie al successo e all'affidabilità di questi impianti che migliorano la vita delle persone.


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